Cesare Porrati, conciatore della zona del Turbighese (MI), ci ha lasciato prematuramente lo scorso 26 marzo. A ricordarlo i figli e gli amici di una vita.

Cesare Porrati nato nel 1947 a Ossona (MI), dopo aver terminato gli studi all’Istituto del Centro Tessile ad indirizzo conciario, ha iniziato la sua carriera lavorativa alla conceria Miramonti di Castano P., che a quell’epoca rappresentava una delle concerie più rinomate degli anni ’60 – ’70, per poi passare ad altre realtà della zona fino agli anni ‘80.

Cesare Porrati

La pelle e la conceria sono sempre state nel suo DNA e anche nei momenti in cui tutti facevano le ferie estive, lui ne approfittava per fare delle consulenze all’estero in diverse concerie per portare la sua esperienza in altre parti del mondo, Messico (Monterrey e Guadalajara), Cina e Giappone.
Viaggiava anche molto per selezionare le pelli nei paesi di provenienza, tra cui per la maggior parte la Grecia e la Spagna, istaurando relazioni con molti imprenditori Europei, che divennero poi amicizie solide ed importanti nella vita.
Gli veniva riconosciuta da tutti una sensibilità particolare nella realizzazione dei colori e nella finitura di fodere, le sue produzioni arrivavano sempre a toccare alti standard di qualità. Attualmente nel suo pacchetto clienti, annoverava clienti storici e più recenti nel settore della calzatura di lusso in Italia e tutta Europa.
Dalla metà degli anni 90 del secolo scorso, rilevò le quote di una conceria e fondò la Conceria Nuova Sant’ Ambrogio, a Malvaglio, piccolo comune nella zona conciaria del Turbighese, divenendo così un imprenditore a tutti gli effetti. La conceria in questi anni è sempre stata per lui la sua priorità di vita. Anche negli ultimi anni di vita, essendo già in pensione, per lui andare in conceria era un toccasana. Lui in conceria si sentiva come a casa, circondato da amici e colleghi che lo stimavano, collaboratori che da lui imparavano il mestiere ma non solo e clienti che non gli permettevano di abbandonare il campo tanto riconoscevano d’unicità delle sue lavorazioni.

Serena e Paolo, figli di Cesare, hanno voluto ricordarlo così.

Il mondo conciario lo rimpiange, in modo particolare coloro che lavorano nel settore pelle nella zona del Turbighese, perché Cesare era conosciuto e stimato, ha saputo intrecciare amicizie lunghe una vita, da tanti apprezzato anche per la sua bontà e l’altruismo. Voleva bene a tutti e tutti gli volevano bene.
L’amico Cesare ha rappresentato un pezzo di patrimonio culturale, professionale del settore conciario; con lui se ne va anche il suo speciale modo d’essere, un personaggio pieno di passione per la sua professione e sempre disponibile con tutti, per un aiuto, un supporto, una parola di accoglienza.
Comunque Lui, per gli amici, potrebbe essere ricordato come un eclettico della pelle, aveva risorse e competenze di esperienza che ben poche persone del settore hanno avuto.
Rimarrai a lungo nei nostri cuori, caro Cesare, e non farci mancare, dall’alto, i tuoi consigli.

Gli amici